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venerdì 30 luglio 2010
Comuni partecipanti
al 31/10/2008

Agliè
Barbania
Bosconero
Castellamonte
Favria
Foglizzo
Front
Lombardore
Rivarolo Canavese
Rivarossa
Rocca Canavese
Salassa
San Giorgio Canavese
San Giusto Canavese
Torre Canavese
Valperga
Vauda Canavese
Vialfrè
Comunità Collinare dei comuni di Barbania Front Rivarossa Vauda

Un progetto dal territorio per il territorio
Nei decenni passati in Canavese, i cui confini dal punto di vista storico risultano piuttosto vaghi, si sono determinate due modelli di sviluppo, ciascuno orientato secondo la capacità attrattiva dei due principali poli industriali: Torino e Ivrea. Si è determinato così un Canavese occidentale “Torino-centrico” e uno orientale “Ivrea-centrico”. Questa dicotomia è stata evidenziata negli anni settanta - ottanta anche a livello politico-amministrativo, con la suddivisione del territorio canavesano in due comprensori. Di conseguenza, la porzione centrale del Canavese, individuata all’incirca sull’asse del torrente Orco con i limiti estremi nel Parco del Gran Paradiso e nel Po di Chivasso, essendo suddivisa, non è riuscita a riconoscersi ed identificarsi pienamente in nessuno dei due poli, né ha mai goduto di una propria precisa connotazione.
Lo schema dualista è stato in parte superato con la crisi industriale, che ha coinvolto prima i settori della metallurgia e della meccanica ed in seguito quello dell’informatica, facendo perdere ad entrambi i poli la loro capacità di trainare lo sviluppo locale.
Questa porzione di territorio ha ereditato dallo sviluppo industriale e dalla conseguente crisi, un territorio che, pur presentandosi, soprattutto nella parte del medio corso del torrente, alquanto omogeneo, è privo di un’identità propria e fatica a re-inventarsi.
Poiché oggi la grande industria non è più il solo settore trainante dell’economia, si è manifestata la necessità di ipotizzare un nuovo modello economico di sviluppo, che prenda forma dalla valorizzazione del territorio e dalla promozione delle sue risorse. Questa nuova concezione non tende ad escludere l’industria canavesana, ma la considera di importanza almeno paritetica alle altre potenzialità del territorio: l’agricoltura, il commercio, i servizi e il turismo.
Il primo passo per promuovere il cambiamento è quello di definire l’identità territoriale che, attraverso la conoscenza della realtà locale, possa promuovere obiettivi di rilancio economico che nascano dall’interno, grazie all’innovazione che è propria del Canavese, e non dall’applicazione di modelli costruiti a tavolino e sperimentati su aree considerate simili.
Se si tengono in considerazione le preziose indicazioni metodologiche e di indirizzo contenute nel documento della Regione Piemonte “Verso un nuovo Piano territoriale regionale”, è possibile delineare un percorso di sviluppo nel quale, partendo dalle esigenze reali delle comunità, rappresentate in primo luogo dai sindaci e dagli operatori economici e sociali, con un processo “bottom up”, è possibile generare un “sistema territoriale di qualità”, inteso sotto il profilo della qualità della vita dei cittadini e della loro capacità di svilupparvi insediamenti produttivi, movimenti turistici, colture di pregio etc.
Ed è proprio per impostare questo nuovo modello che è stata identificata una nuova direttrice strategica dello sviluppo che esce dallo schema bipolare precedente (Torino - Ivrea) e si ri-orienta sull’asse costituito dal corso del torrente Orco, con limiti estremi del Parco del Gran Paradiso e del Po di Chivasso.
Quest’area, che per semplicità potremo definire “dell’Orco”, per svilupparsi, necessita in primo luogo di essere identificabile e riconoscibile: si tratta allora di costruire unostrumento programmatico condiviso non solo dagli enti locali ma anche dalla popolazione, che con l’ausilio della perequazione territoriale, permetta al territorio di porsi come sistema e non più come sommatoria di iniziative e che, attraverso l’individuazione e il coordinamento di progettualità che concorrono a potenziale obiettivi di rilancio condivisi, favorisca nuove forme di sviluppo endogene.
Proprio con questa finalità il 20 luglio 2006, presso il Comune di Rivarolo Canavese, su proposta maturata in ambito Pisl, una trentina di sindaci dei comuni che si relazionano sull’Orco insieme alla Comunità Collinare dei “Comuni di Barbania, Front, Rivarossa e Vauda” hanno sottoscritto l’alleanza con cui si definisce il sistema unificato di governance dell’Orco. L’intesa rappresenta a tutti gli effetti un primo concreto passo per definire un “tavolo delle regole” con cui affrontare in modo attivo, integrato e compartecipato con la Regione Piemonte e la Provincia di Torino, il delicato processo pianificatorio.
Il sistema di Governance, avrà il compito di lavorare su due fronti: da un lato dovrà analizzare le realtà economiche, sociali, ambientali e culturali dei comuni per ridisegnare quell’identità territoriale che è andata perduta operando sui cittadini, con azioni materiali e immateriali, al fine di radicare nelle comunità una rinnovata coscienza del territorio e un maggior senso di appartenenza, e nel contempo dovrà promuove, mediante una progettualità a rete, nuove forme di sviluppo territoriale fondate su quelle potenzialità che sono in grado di rendere l’area identificabile e distinguibile.

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